INVESTIRE IN CANADA

Canada – Informazioni Generali

Il Canada è il secondo Paese più esteso al mondo, è suddiviso in 10 Province (British Columbia, Alberta, Saskatchewan, Manitoba, Ontario, Quebec, New Brunswick, Nova Scotia, Prince Edward Island, Terranova e Labrador) e 3 Territori (Yukon, Territori del Nord-Ovest, Nunavut) situati all’estremo nord.

Superficie: 9.093.507 Kmq (7% terreno agricolo; 46% foreste).

Popolazione : 35.5 milioni (2014).

Città metropolitane (2013)

Toronto: 5.959

Montreal: 3.981

Vancouver: 2.443

Calgary: 1.364

Ottawa (capitale): 1.305a

Edmonton: 1.289

Quebec: 792

Winnipeg: 771

Hamilton: 758

Kitchener: 504

London: 499

St Catharines-Niagara: 405

inclusa la conurbazione del Gatineau

Canada – Prospettive future

Per il periodo 2015-2019:

  • il Partito Conservatore del Canada alla guida del governo, gode di un leggero vantaggio nei sondaggi elettorali previste per ottobre 2015. I liberali, sotto la guida carismatica di Justin Trudeau, sono nella posizione migliore per contrastare i conservatori;
  • le priorità politiche comprenderanno il raggiungimento di un avanzo di bilancio, principalmente attraverso il contenimento della spesa pubblica, la promozione di progetti energetici, l’espansione del commercio con investimenti per ridurre la dipendenza dal mercato statunitense;
  • il governo federale prevede un avanzo di bilancio per l’anno fiscale 2015 (aprile-marzo). Anche se i conti provinciali sono meno stabili, in generale il disavanzo pubblico dovrebbe ridursi nel periodo 2016-2019;
  • gli economisti non prevedono che la Banca centrale del Canada (BOC) operi un taglio del tasso ufficiale di sconto nel corso del 2015, ma la decisione potrebbe essere presa nel 2016;
  • per il 2015, gli economisti hanno ridotto la previsione di crescita del PIL reale all’ 1,7% dal 2%, perché nel primo trimestre del 2015 si è registrato un rallentamento economico più grave del previsto. L’EIU prevede una la crescita media del 2,3% nel periodo 2016-2019;
  • Si attende che il Dollaro canadese continui a indebolirsi fino alla metà del 2016, a causa del calo del prezzo del petrolio, per poi rafforzarsi a C$1,13 su 1 dollaro entro il 2019.

 Canada – Settori produttivi

Il Canada, insieme agli Stati Uniti, è uno dei paesi economicamente più sviluppati del mondo e il suo PIL è in costante crescita da molti anni. Tutti i settori dell’economia, il primario, il secondario e il terziario sono attivi e produttivi anche grazie alla ricchezza di risorse naturali, presenti sia sul suolo che nel sottosuolo. Le attività economiche, come la popolazione, si concentrano nella fascia meridionale del paese, mentre la parte settentrionale è quasi spopolata a causa delle condizioni ambientali inospitali.

L’agricoltura occupa solo il 3% della forza lavoro ma in compenso ha un alto livello di produttività grazie alla elevata meccanizzazione e specializzazione. Le colture principali sono quelle di orzo, frumento, mais, avena, soia e olio di colza mentre nelle aree più temperate è diffusa anche la coltivazione di alberi da frutta. Molto praticato è l’allevamento, soprattutto di bovini e suini. Importante è il settore della pesca che si svolge nell’Oceano Atlantico, ricco di merluzzi e di crostacei ma anche nel più caldo Pacifico dove abbondano i salmoni. Nei fiumi canadesi si pescano invece storioni e trote. La foresta, che ricopre circa la metà del territorio, rappresenta un’enorme risorsa economica in quanto fornisce legname, esportato in tutto il mondo e carta.

Il sottosuolo canadese è ricchissimo di risorse minerarie quali uranio, zinco, metano, nichel, rame, zolfo ed oro; ingenti sono anche le fonti energetiche come gas e petrolio. Ampiamente sfruttate sono inoltre le immense disponibilità idriche dalle quali si ricavano grandi quantità di energia idroelettrica che costituisce il 60% della produzione nazionale. Tale energia alimenta un’industria molto sviluppata che si concentra nella zona dei Grandi Laghi e del fiume San Lorenzo. Le produzioni spaziano da quelle tradizionali dei settori metallurgico, chimico, petrolchimico, alimentare e automobilistico a quelle della tecnologia più avanzata come l’elettronica, l’informatica, l’aerospaziale, le biotecnologie e le telecomunicazioni. Un posto di un certo rilievo occupa anche l’industria cinematografica e televisiva ubicata nella città di Vancouver.

Il settore terziario, che impiega circa il 70% della forza lavoro, è in continua espansione; il Canada infatti è uno dei poli del commercio mondiale e negli ultimi anni ha intensificato i suoi scambi con l’Estremo Oriente e L’America latina.  Il sistema dei trasporti si basa su due grandi linee ferroviarie che collegano le coste del Pacifico con quelle atlantiche e su una rete di idrovie, costituite da fiumi, laghi e canali navigabili. Si avvantaggiano del potente terziario il settore delle comunicazioni, dell’informazione e della finanza ma anche il comparto turistico, nazionale e internazionale, diretto soprattutto verso i grandi parchi naturali e la zona dei laghi.

Canada – Interscambio con l’Italia

Il Canada e l’Italia hanno forti relazioni commerciali. Il potenziale più grande risiede proprio nello sviluppo degli investimenti bilaterali e nei partenariati nei settori dell’innovazione e della tecnologia.

Nel 2013, il commercio bilaterale tra Canada e Italia ha registrato un incremento del 12.2% rispetto all’anno precedente per un totale di circa 7.8 miliardi di dollari canadesi, collocando l’Italia al nono posto fra i maggiori partner commerciali del Canada.

Nel 2013, l’esportazione di merci verso l’Italia è aumentata del 14.3%, pari a circa 2 miliardi di dollari canadesi.  Nel 2014 le esportazioni del Canada verso l’Italia hanno registrato un forte incremento rispetto all’anno precedente, oltre il 140% in più nel periodo tra gennaio e novembre, classificando l’Italia al settimo posto tra i più grandi mercati d’esportazione canadese nei primi undici mesi del 2014 (dal 15esimo posto per l’intero anno 2013).

Anche le importazioni canadesi dall’Italia sono aumentate dell’11.6% per un totale di 5.8 miliardi di dollari canadesi nel 2013. Nel 2014 la crescita è continuata grazie all’aumento di oltre il 10% delle importazioni di merci dall’Italia rispetto al periodo gennaio-novembre dell’anno precedente. Fra i tre prodotti maggiormente importati troviamo macchinari, bevande e prodotti farmaceutici , che costituiscono il 43.2% delle importazioni totali dall’Italia nel 2013. Nello stesso anno l’Italia si è classificata dodicesima nel mondo e sesta in Europa tra i paesi di provenienza delle importazioni, compresi beni e servizi, verso il Canada.

Nel 2013, gli investimenti diretti esteri  italiani in Canada  ammontavano a 1.14 miliardi di dollari canadesi, classificando l’Italia al 21esimo posto tra le maggiori fonti d’investimento in Canada. I titoli degli investimenti diretti esteri canadesi  in Italia (CDIA) sono aumentati dai 361 milioni di dollari canadesi nel 2011 ai $487 milioni alla fine del 2013. L’Italia si è classificata al 42esimo posto tra tutti i paesi destinatari dei titoli degli investimenti canadesi all’estero. Per quanto riguarda i destinatari europei dei CDIA, l’Italia è al 16esimo posto.

Sia il Governo italiano sia quello canadese riconoscono l’importanza di partenariati nei settori della scienza, tecnologia e innovazione come leve per la prosperità. Tale riconoscimento ha dato vita a Tavolo Canada, un’iniziativa di grande successo che coinvolge i ministeri degli affari esteri e del commercio. Questo programma congiunto per promuovere partenariati per l’innovazione e la ricerca tra il Canada e l’Italia in settori prioritari ha stimolato con grande successo negli ultimi cinque anni nuovi contatti e progetti congiunti in materia di ricerca e sviluppo tra i principali istituti di ricerca, università, imprese innovative e tra laboratori di ricerca, pubblici e privati, in sei settori prioritari prestabiliti. Le aree d’interesse sono scienze della salute e della vita, tecnologie verdi, tecnologie marine, agroalimentare, nuovi materiali per il trasporto, tecnologie della comunicazione e informazione.

CETA (Comprehensive Economic & Trade Agreement) un’opportunità per l’Italia

Lo scambio tra i due paesi si è infittito negli ultimi anni, passando dai 3,8 miliardi del 2010 ai 4,6 miliardi di euro nel 2013, con un saldo positivo per l’Italia di circa 1,4 miliardi. Sulla carta l’accordo CETA potrebbe rappresentare per l’Italia, se puntualmente sfruttato, una grande opportunità soprattutto per il settore agroalimentare che attualmente costituisce il 16% delle esportazioni verso il Canada: grazie alla presenza di 1,5 milioni di italo-canadesi il ‘food’ Made in Italy è particolarmente apprezzato e l’agroalimentare italiano è il primo tra gli europei in termini di export. Il CETA inoltre permetterebbe di far godere dello status speciale a 41 prodotti agricoli italiani con l’indicazione geografica protetta, risolvendo non pochi problemi agli imprenditori italiani. Non solo agribusiness, anche tanta innovazione tecnologica.

L’industria Canadese ha un know how tecnologico molto simile a quello italiano, il che potrebbe costituire una solida base per l’avvio, o il consolidamento, di partnership industriali concentrate soprattutto nell’alta velocità.

Investire in Canada

  1. Economia solida e in crescita – Il Canada è un Paese stabile a livello economico, in netta crescita anche nei prossimi anni per quanto riguarda stime su PIL (+2,1% nel 2017) e reddito pro capite (attualmente all’ottavo posto mondiale). Ha retto benissimo alla crisi globale del 2007 e mantiene eccellenti rapporti commerciali con gli Stati Uniti, che nel 2015 hanno assorbito il 77% dell’export canadese. Anche le stime sulle importazioni sono positive: nel 2016 il tasso di variazione rispetto al 2015 si è attestato al +8.5% del totale importato in valore (372 miliardi di euro) e le previsioni per il prossimo triennio sono ancora in crescita.
  2. Il Made in Italy che piace – Il dato più rilevante riguarda la crescita esponenziale delle esportazioni italiane verso il Canada nell’ultimo quinquennio (+18,8%). Le previsioni SACE seguono questa linea, con un incremento nel prossimo triennio pari al +8,5% (circa 3,8 miliardi di €). Ciò dimostra il successo del Made in Italy in Canada, dove risiedono circa 1,5 milioni di italiani che hanno contribuito e contribuiscono in maniera significativa al successo e alla crescita economica del Paese. La presenza italiana, al contrario di quello che si può pensare, non riguarda soltanto la parte “europea” e francofona del Québec, ma anche quella anglofona dell’Ontario.
  3. Punto strategico – Il Canada (e precisamente la regione dell’Ontario) è anche un punto strategico, poiché si trova a circa 700km dalle città più importanti del Nord America (New York, Boston e Chicago per citarne alcune). Inoltre la città di Toronto conta su rotte aeree giornaliere per tutti i Paesi più importanti del mondo e il Pearson è tra i 50 migliori aeroporti del mondo secondo World Airport Awards.
  4. L’Ontario come la Silicon Valley – Avete letto bene, per quanto riguarda innovazione e R&D la regione dell’Ontario è al secondo posto dopo la Silicon Valley in California per valore degli investimenti. Questa crescita esponenziale sta attirando negli ultimi anni tantissimi talenti dal mondo dell’ITC, facendo del Canada una delle mete più ambite per gli esperti del settore. Ciò viene confermato dai dati di INFOTECH, secondo cui gli occupati nel settore IT in Canada durante il 2016 sono stati 270.000, mentre 18.000 sono attualmente le compagnie attive, $3.18 miliardi gli investimenti in R&D nell’ultimo anno e ben 30.000 i nuovi laureati ogni anno nei college dell’Ontario in matematica, ingegneria e scienze.
  5. Costi ridotti ed euro forte – Collegato al punto precedente è il fattore decisivo che può far scegliere l’Ontario come base strategica della propria azienda in Nord America, vista la vicinanza geografica con uno dei poli economici più importanti del mondo. Ovviamente diventa difficile per le imprese Italiane lavorare con un fuso orario di 6 ore, quindi perché non investire per una presenza fissa sul mercato nordamericano? La tassazione media in Ontario è di circa il 26,5%, mentre nei Paesi del G20 è del 29,9% e negli Stati Uniti arriva al 39,2%. Ma i costi sono ridotti anche in altri campi, come quello dell’ assistenza medica (costa la metà rispetto agli USA) e tutti quelli correlati al lavoro e alla proprietà. Non per ultimo è il valore (forte) dell’euro rispetto al dollaro canadese (1€ = 1.46CAD), che favorisce la capacità d’ investimento, ma occhio alla valuta in cui si ricevono pagamenti! (Il dollaro canadese è di per sé una moneta abbastanza instabile).
  6. Trasparenza e velocità burocratica – Mediamente si impiega meno di una settimana per aprire una nuova impresa in Canada, è molto semplice e c’è chiarezza e trasparenza a livello burocratico. Inoltre la politica degli ultimi anni è proiettata verso un’attrazione continua di investimenti, attraverso agevolazioni per le imprese nei vari territori in cui si decide di aprire la propria centrale operativa.
  7. Un Paese multiculturale – Il Canada è un Paese formato da tanti piccoli mercati: basta guardare alle etnie presenti per accorgersi di questa importante caratteristica. Sui 35 milioni di abitanti i canadesi sono 10 milioni, seguiti da inglesi (6,5 milioni), francesi (5 milioni), scozzesi (4,7 milioni), irlandesi (4,3 milioni), tedeschi (3,2 milioni), italiani (1,4 milioni) e cinesi (1,4 milioni). In crescita le comunità di portoghesi, indiani e nordafricani, anche perché il Canada sta recentemente adottando politiche favorevoli all’immigrazione. Secondo le stime, la GTA (Great Toronto Area) aumenterà la popolazione del 50% entro il 2036, arrivando a superare i 9 milioni di abitanti.
  8. In Canada la qualità della vita è elevata – Nota che ha a che fare con la vivibilità, il grado di civiltà e l’assenza di corruzione che caratterizzano questo Paese. Non a caso l’Economist classifica Vancouver tra le città al primo posto per qualità della vita, seguita da Toronto al 4° posto. Tale classifica prende in considerazione vari elementi, come la presenza e l’efficienza dei servizi, i rischi personali dei cittadini e lo sviluppo infrastrutturale.

 

Fonti: M.ESTERI . EXPORTIA, Canada; EU

 

Bianchi Loretta

www.lorettabianchi.com